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“Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano…” – Comincia così una delle sue più celebri canzoni, basta solo questo incipit a farvi capire di chi stiamo parlando, della nostra Cristina Nazionale.

Chi è nato negli anni Ottanta come me è cresciuto a pane e canzoni! Holly e Benji, Occhi di gatto, Memole Dolce Memole, L’incantevole Creamy, I Puffi, Mila e Shiro, Lady Oscar, Sailor Moon e potrei continuare così all’infinito.

Queste canzoni hanno letteralmente segnato un’epoca. Non di rado mi capita che una serata con amici finisca cantando a squarciagola le sigle dei cartoni. Perché, diciamocela tutta, queste canzoni ci riportano indietro di almeno trent’anni, alla TV generalista e al boom dei cartoon giapponesi e questa cosa ci piace.

Il percorso di Cristina si è delineato subito, sin dalla sua infanzia, quando a tre anni e mezzo si classificò terza a “Lo zecchino d’oro” con il celebre “Il Valzer del moscherino”. Per un po’ di anni ha fatto parte del coro dell’Antoniano e negli anni Ottanta la grande chance. A Pinocchio, inciso nel 1981, seguirono “I puffi”, canzone che ha venduto più di mezzo milione di copie e che le è valsa un disco d’oro.

Gli anni Ottanta sono stati un periodo d’oro per la nostra Cristina che si è cimentata anche come attrice, ottenendo la parte di Licia nel telefilm per ragazzi che andava in onda su Italia 1.

E parlando di telefilm mi viene in mente come, a differenza di oggi in cui tutto è sempre disponibile come e quando vuoi, allora (mi tocca fare l’anziana della situazione) se non eri a casa, l’unica alternativa per non perderti una puntata era “registrare”. Ragazzi, il registratore! Perdonate la digressione, continuiamo…

Gli anni Novanta sono da ricordare per i suoi concerti: 22 mila persone al Palatrussardi di Milano, 22 mila! Non possiamo, però, dimenticare la sua conduzione di “Sabato al circo”, che andava in onda la sera. Ricordo perfettamente come costringevo i miei a guardare ogni sabato quella trasmissione e ricordo, altrettanto perfettamente, come aspettavo con ansia il suo momento, quando cantava una delle sigle che naturalmente conoscevo a memoria.

A quella seguiranno tante altre trasmissioni che la renderanno nota anche al pubblico degli adulti: “L’allegria fa 90”, “Buona domenica”, “Lo zecchino d’oro” , “La sai l’ultima” e potremmo ancora continuare per ore.

Cristina entra, dunque, a far parte delle famiglie italiane, potremmo per l’appunto definirla “una di famiglia”.

Nel 2002 firma una canzona come unica autrice, si tratta de “I colori del cuore” e ne seguiranno altre. Nel 2007 celebra i 25 anni di carriera con i Gem Boy; se non li conoscete vi suggerisco di sentirli.

Nel novembre del 2017 festeggia con sedici colleghi e amici i suoi trentacinque anni di carriera: J-Ax, Giusy Ferreri, Francesca Michielin, Loredana Bertè, Baby K., Arisa, Annalisa, Emma, Michele Bravi, Elio, La Rua, Noemi, Benji & Fede, Chiara, Ermal Meta, Alessio Bernabei tutti lì per lei.

Se vogliamo fare anche qualche numero, posso dirvi che ha realizzato 743 brani, di cui 390 sono sigle, ragazzi 390!

Cristina è un monumento, Cristina ha segnato l’infanzia di intere generazioni, quelle generazioni che avevano sicuramente meno stimoli di oggi e che si illuminavano davanti a un Fivelandia.

Ma qual è il contesto in cui tutto si sviluppa? Quando mi avvicino alla storia di un personaggio, mi piace sempre provare ad analizzare storicamente e socialmente il periodo in cui vive per comprendere il tutto ancora meglio.

Così, parlando di Cristina, occorre raccontare di come le TV commerciali private abbiano cominciato a farsi strada negli anni Settanta e di come abbiamo preso il sopravvento negli Ottanta. Un linguaggio amichevole, in certi casi ammiccante, consentiva di avvicinare la gente. Sono gli anni delle grandi agenzie pubblicitarie: gli spot erano sempre più curati e mirati, poiché strumento necessario a garantire gli introiti di cui le emittenti private avevano bisogno.

La nuova televisione si fa meno ingessata del servizio pubblico. Il linguaggio colloquiale e comune ha presa sulla gente, riesce ad avvicinarla, creando con essa un forte legame. In questo contesto viene ampliato lo spazio dedicato alle trasmissioni rivolte ai bambini: non dimentichiamo che sono gli anni del boom economico, l’Italia era in piena ripresa e le famiglie avevano una certa disponibilità, i bambini diventano così bersaglio della pubblicità.

E’ dunque questo il contesto in cui si innesca un successo senza precedenti che ha per protagonista la nostra Cristina.

Il mio ricorda a lei è legato a un evento: Palermo, Cospladya 2011. Lei era ospite e la sera avrebbe cantato. La mattina, però, avrebbe autografato e fatto foto con i suoi fan. E io? Che stavo con le mani in mano? Anche no!

Messa in fila ho aspettato il mio turno e quando lei si è palesata, a stento sono riuscita a trattenere l’emozione. Ha firmato una raccolta che avevo collezionato da piccola, “Gioca e suona con Cristina”, abbiamo fatto una foto e ancora oggi custodisco gelosamente quel ricordo in grado di riportarmi indietro nel tempo, in un periodo assai felice, in cui bastava poco per essere soddisfatti.

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