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Amici di “Donne con le gonne” oggi abbiamo con noi Serena, titolare di una libreria specializzata, nonché autrice di un documentario sul mondo del fumetto.

Trovate a seguire sia la videointervista, che la trascrizione.

Buona visione!

Partiamo subito con la prima domanda: da dove nasce questa passione?

Sin da piccolina leggevo i fumetti: Il Corriere dei Piccoli, Gatto Felix. Ricordo che li portavo con me al mare, li disintegravo! Sono sempre stata una lettrice forte, ho sempre letto molto fin da piccolina, non solo fumetti, ma anche tanti libri per ragazzi. Non so se ti ricordi le strisce di Salani, pubblicavano libri di avventure per ragazzi, li ho letti fino a tarda età e ancora oggi, ogni tanto, mi capita di leggerli.

In adolescenza, poi, ho sviluppato un feticismo più per il fumetto giapponese, infatti, sono stata una grande fan di Sailor Moon. In generale, diciamo che la passione per il fumetto è una parte della mia passione generica per le storie e per la lettura.

A un certo punto questa passione per il fumetto, ti ha condotto a realizzare un documentario che ha per protagonisti dei personaggi illustri proprio del mondo del fumetto. Raccontaci qualcosa di più.

Ho studiato cinema all’università e per parecchi anni ho lavorato come montatrice presso una grossa azienda che fa cartoni animati. Finita quell’esperienza, volevo rimettermi in gioco e capire se ero ancora capace di montare qualcosa dal vivo, live. Volevo farlo facendo un lavoro personale, girato da me o comunque scritto da me. Siccome sarebbe stato un lavoro autoprodotto, ho deciso di parlare di autoproduzione e data la passione per i fumetti, ho unito i due argomenti, intervistando quattro autori importanti della scena italiana: Alessandro Baronciani, Ratigher, Maicol & Mirko e Dottor Pira. Questi, pur essendo adesso abbastanza famosi, continuano, ogni tanto, ad autoprodurre dei loro lavori.

E’ stato bello, perché mi ha fatto capire quanto fosse importante la libertà nella produzione di un prodotto, quanto fosse importante fare una cosa perché è bello farla. L’ho capito facendo questo documentario, che è stato anche proiettato in alcuni corsi di editoria del fumetto.

Dal documentario si è aperta poi una strada ben precisa e questa passione per la fumettistica ti ha portato ad aprire una libreria specializzata. Ci vuole tanto coraggio, anche perché sei una ragazza abbastanza giovane, per questo volevo chiederti come è andata, come è nata questa idea e come sei riuscita a svilupparla.

Il documentario è stato galeotto, nel senso che grazie a questo piccolo film, ho fatto un po’ il tour di tutti i Festival del fumetto tra il 2016 e il 2017. Nei festival più Underground come il Ratatà o il Crack! di Roma ho conosciuto tantissime realtà editoriali piccole, ma forti, che spesso neanche trovi su internet.

Parallelamente, nella mia vita, c’è sempre stato il sogno di aprire una libreria. Proprio oggi ho ritrovato nella libreria di casa un libro che ho comprato a vent’anni, che si chiama “Come aprire una libreria”, non l’ho mai letto. Nel 2014 avevo addirittura fatto un corso per aprire una libreria, però poi era finita così, un corso come un altro.

Unendo, però, tutti questi elementi, le coincidenze e le varie collaborazioni portate avanti, ho messo su un bagaglio importante, che mi ha dato il coraggio di aprire un’attività commerciale come una libreria, un’attività complicata da gestire.

Sono libraia da poco, la libreria che ho aperto si chiama “Risma” e si trova a Roma, in un quartiere abbastanza periferico, il “Pigneto”. E’ una piccola libreria, non abbiamo il bar e quindi è “pura”. E’ specializzata in fumetti, graphic novel autoconclusivi e libri illustrati, non solo per bambini, ma anche per adulti. Ho anche libri di fotografia, perché mi piace lavorare sull’immagine, oltre che materiali illustrati differenti come magliette, tazze, tovagliette, tarocchi…c’è veramente di tutto, basta che sia illustrato!

Daresti un consiglio a chi vuole avvicinarsi al mondo del fumetto? Nel farti questa domanda immaginavo due target: uno composto da donne e l’altro da bambini.

Partendo dai bambini, negli ultimi anni si è sviluppato un mondo intorno a questo target. Ce ne sono di super carini e super divertenti, te ne dico un paio. Uno che non è italiano e si chiama “Anna e Froga”, l’autrice è Anouk Ricard ed è francese.

Il libro racconta le storie di questo piccolo gruppo di amici: Anna è una bambina, ma tutti gli altri sono animali. C’è una rana, un cane, un gatto, un verme e sono tutti amici. Le storie attraversano la loro routine, non compaiono mai gli adulti. Ricorda un po’ i Peanuts, ma è più leggero, meno filosofico. Questo è adatto già dalle prime letture, per bimbi di 6-7 anni. E’ scritto in stampatello e le battute che vengono fatte sono molto semplici, ma fanno ridere.

Un’altra autrice donna è Sara Mazzetti. Ha fatto un fumetto che ha vinto anche il premio Andersen, mi pare nel 2019, il titolo è “I gioielli di Elsa” ed è pubblicato in una collana di fumetti per bambini edita da Canicola, una casa editrice molto attenta all’infanzia. Questo ha dei disegni molto particolari, l’autrice ha uno stile molto forte e anche questa storia è super divertente, perché parla di una bambina a cui non piacciono i canditi del panettone e quindi ha deciso di farci dei gioielli.

Con questi gioielli diventa famosa, va a Parigi, inizia a fare le sfilate, però poi pian piano capisce che il mondo degli adulti non è proprio quello di cui ha bisogno e quindi ritorna nel suo mondo, quello del gioco. E’ molto molto bello.

Se dovessi dare un consiglio a una donna su fumetti che affrontano temi femminili, consiglierei “I’m every Woman” di Liv Strömquist che è un’autrice del Nord Europa e lei, in maniera molto comica e ironica, racconta e affronta tematiche storiche, cose realmente accadute, unite a storie di cartoni animati come “I Simpson”, “I Barbapapà”. Racconta i rapporti uomo-donna e la disparità che c’è sempre stata sia nella televisione, nei cartoon che nella storia. Inizia da Britney Spears che canta le canzoni d’amore, segue con Britney rasata che spacca tutto, fino ad arrivare alla storia di Einstein, che ha tenuto sempre nascosto come le sue scoperte scientifiche le aveva, in realtà, fatte con la moglie.

Un altro fumetto molto carino, uscito quest’anno, è di Emma e si chiama “Bastava chiedere”. E’ più manualistico, ma sempre molto femminista. Il tema centrale è il “carico mentale”, ovvero la tendenza che noi donne abbiamo di farci carico di tutto, andando incontro a uno stress forte. E’ spiegato molto bene, io stessa non sapevo che questa cosa si chiamasse “carico mentale”.

Siamo arrivati all’ultima domanda, tema libero: lasciamoci con un messaggio.

Non sono molto brava a dare messaggi, ma da lettrice prima che da libraia, quello che mi piacerebbe è che la lettura fosse considerata un bel modo di passare tempo e non una cosa snob o per pochi.

Sembra una banalità dire che leggere ti porta in mondi sconosciuti, però la lettura è davvero per tutti. Spesso, però, viene pensata come una cosa iperculturale, che non puoi affrontare. Certo, ci sono anche letture difficili, ma in generale mi piace pensare che la lettura sia una cosa bella e divertente. Infine, un’altra cosa importante che vorrei dire in questo momento è “Comprate i libri nelle librerie”.

Vi lascio il trailer al documentario di cui abbiamo parlato: https://youtu.be/3iFet-xGIIc

Come sempre vi invito a condividere l’intervista sui social e a lasciare il vostro commento se vi va.

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