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E’ una tra le mie serie preferite, una di quelle che una volta finita ti senti smarrita, quasi fosse partita la tua migliore amica.

Brevemente: qual è la trama?

Piper Chapman, donna bianca benestante vive a New York, quando viene condannata a scontare quindici mesi di detenzione al carcere femminile di Litchfield. Il motivo? Dieci anni prima aveva trasportato una valigia piena di soldi legati ad affari illeciti condotti dalla sua amata, Alex Vause, trafficante internazionale di droga.

Lasciato a casa un fidanzato che da lì a poco l’avrebbe condotta al matrimonio, inizia la sua avventura dietro le sbarre. In carcere, Piper incontra Alex e dopo la freddezza iniziale, le due si riavvicino.

Perché questa serie mi è piaciuta così tanto?

Perché mi ha fatto conoscere un microcosmo femminile non proprio quotidiano, perché attraverso i flashback continui conosci le storie delle tante donne che a causa di scelte sbagliate si sono ritrovate lì. E così provi tenerezza per quella pazza di Suzanne, mentalmente instabile, ma fondamentalmente buona, ti incazzi perché Cindy ha abbandonato sua figlia, facendola crescere alla nonna, ti senti protetta dalle braccia di Red, donna russa tutta d’un pezzo, ti preoccupi e stai in ansia quando Nicky ricade per l’ennesima volta nel tunnel della droga. Questi sono solo alcuni dei personaggi a cui non puoi fare a meno di affezionarti.

In generale, sembra strano dirlo, ma ti affezioni proprio a quella comunità, fatta di donne che attendono l’uscita per ricongiungersi al proprio amato o ai propri figli, donne che non hanno nessuno ad aspettarle e che in carcere trovano l’amore, donne che la detenzione ha cambiato in peggio, donne che in quella routine diventano persone migliori.

Orange racconta il complesso meccanismo delle carceri private, gli interessi dietro queste, gli abusi di potere di chi indossa una divisa, le difficoltà di chi esce nel ricrearsi una vita e nel trovare un posto nella società.

Orange affronta temi come l’omofobia, la religione, il patriarcato e il razzismo e lo fa usando un cast che attraverso la sua coralità ci rappresenta tutti.

Orange fa letteralmente crollare i pregiudizi e quel senso di superiorità che caratterizza chi pensa di trovarsi dalla parte dei “buoni”. Comprendi che spesso le situazioni in cui ci si ritrova non sono solo il frutto di scelte giuste o sbagliate, ma vengono influenzate anche una buona dose di fortuna.

In definitiva, lo consiglio caldamente sia a donne che a uomini; le stagioni sono 7 e se non avete ancora cominciato, vi suggerisco di fare binge-watching e recuperare il tempo perduto!

A seguire vi lascio il trailer della prima stagione e la splendida sigla:

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