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Cari amici di “Donne con le gonne” oggi abbiamo con noi una consulente di immagine e wedding planner, lei si chiama Chiara Zangrandi.

Una Laurea in Economia, un lavoro in uno studio commerciale, poi hai aperto un cassetto, hai tirato fuori il tuo sogno e lo hai realizzato. Da dove nasce questa passione?

Sono stata una delle poche “non fortunate” perché alla classica domanda “cosa vuoi fare da grande?”, io non sono mai riuscita a rispondere. Prima il liceo Scientifico, poi la Laurea in Economia, ma non ero riuscita a trovare la mia strada. Ho lavorato per nove anni nello studio di un commercialista e mi sono resa conto che in realtà c’era qualcosa che scalpitava, qualcosa che non faceva parte del mio carattere.

Sono una persona molto estroversa, solare, mi piace stare a contatto con le persone. Chiusa in un ufficio, mi sono resa conto che la mia strada non era quella. Ho iniziato prima con un corso di organizzazione di eventi seguito nel fine settimana per via del lavoro.

Poiché organizzavano anche un corso sul wedding planner mi sono detta: – perché no? Proviamo anche quello!

Questo corso mi ha subito entusiasmato, perché era un mondo totalmente diverso rispetto al mio di impiegata commercialista. E’ un lavoro che ti mette molto più a contatto con le persone ed è anche più difficile: un discorso è essere impiegata e avere un titolare che ti dice cosa devi fare, quando devi farlo e come devi farlo, un discorso è rimboccarsi le maniche e prendere decisioni in maniera autonoma.

Ho iniziato a fare dunque questo percorso di wedding planner, ma poiché ho una passione sfrenata per shopping, moda e tutto quello che riguarda questo campo, ho deciso di fare una specializzazione sul bridal stylist, consulenza di immagine specifica per la sposa.

L’ho fatto a Milano con Rossella Migliaccio e si è aperto un mondo, perchè mi sono resa conto che la consulenza di immagine è un campo vastissimo, per cui non potevo limitarmi soltanto alla consulenza di immagine della sposa. Ho deciso di iniziare a frequentare dei corsi. Mi sono resa conto, però, che per seguire i corsi che volevo mi occorreva del tempo e lavorando tutti i giorni tutto il giorno non avrei potuto.

La mia prima decisione è stata di licenziarmi, trovare un lavoro part time da un commercialista che mi permettesse di dedicarmi a questa passione. Piano piano ho iniziato a seguire corsi, tra questi quelli della Carla’s Accademy a Reggio Emilia e tutt’ora mi aggiorno continuamente.

In definitiva, in questo percorso ha pesato un po’ la voglia di riscoprirmi, un po’ la voglia di cambiare la mia strada. Se ci si rende conto che le passioni ti agguantano, ti rendono più felice, vuol dire che la strada è quella e magari ci si deve buttare.

Come tutti i lavori, man mano si inizia un percorso, ci si rende conto di tantissime cose, si aprono dei portoni. Ho iniziato a costruire il mio sito internet, a documentarmi su come scrivere un blog, indicizzazione e SEO. Ho dovuto studiare un po’ di grafica, il logo. Man mano vai avanti ti rendi conto che non si finisce mai.

Non si smette mai di imparare, l’importante è studiare e rimanere sempre aggiornati, come del resto è per tutti i campi lavorativi.

Mi piacerebbe spiegassi a chi ci ascolta in cosa consiste il lavoro di consulente d’immagine. E’ una professione che ormai tutti conoscono, però, nello specifico, di cosa si occupa?

In maniera pratica, si ha un primo incontro individuale, durante il quale la persona parla dei propri obiettivi, del perché mi ha chiamato (es. ha bisogno di un look per un serata particolare, vuole rivedere totalmente il suo look). Dopo questo primo incontro conoscitivo vengono fatte delle analisi, la prima di tutte è l’analisi della figura.

Ogni persona ha una propria fisicità (ci sono fisicità a sirena, a goccia, a rettangolo, a triangolo invertito, a mela) e la consulente d’immagine deve valorizzarne i punti forti, minimizzando quelli deboli.

Fatto questo, si passa all’analisi cromatica detta “armocromia” che studia i colori donanti, ovvero quelli che valorizzano.

Il terzo passo è l’analisi dello stile. Ognuna di noi ha una propria personalità. Ogni persona ha tre personalità di cui una è quella più spiccata. Gli stili possono essere: romantico, rock, minimal, sportivo, fashion addicted. Se una persona completamente romantica, le piacciono fiocchi e fiori, non posso proporre un look con chiodo nero e borchie, non lo metterà mai, perché non è nel suo essere, nel suo stile.

Fatte queste tre analisi, si può decidere di continuare il percorso con una personal shopper. Alla fine viene rilasciato un e-book in cui vengono elencati i punti fatti insiemi.

In ultimo, ma non ultimo, si può fare anche la classica riorganizzazione del guardaroba.

Ne hai parlato poco fa, “armocromia”: ci racconteresti nel dettaglio di cosa si tratta?

La parola indica “aromonia dei colori”. Di natura abbiamo un mix di capelli, occhi e pelle che determina quali colori ci stanno bene e quali no. E’ un lavoro molto complesso scoprire a quale stagione appartieni. Le macro stagioni sono: autunno, primavera, estate e inverno.
Inverno ed estate sono stagioni fredde e sono rappresentate da un sottotono di pelle freddo, mentre la primavera e l’autunno sono stagioni calde e sono rappresentate da un sottotono di pelle caldo. Ognuna di queste stagioni ha sotto di sé delle categorie.

Come funziona l’armocromia? Viene fatta innanzitutto struccata, se ha dei capelli naturali bene, se li hai tinti vanno coperti. Davanti a uno specchio vengono provati una serie di drappi, per cercare di capire se hai un sottotono freddo o un sottotono caldo. Se uno vuol fare una prova a casa, lo può fare accostando al viso tovaglie, vestiti di mamma, fratello, marito. Al viso perché si parla di colori che valorizzano la parte alta, per la parte bassa il discorso armocromia non conta.

L’oro è per chi ha le stagioni calde, l’argento per chi ha un sottotono freddo.

Dopo si passa al contrasto, studiato tra il mix occhi, capelli e pelle. Se sei mora corvino, occhi azzurri, pelle chiarissima è chiaro che c’è un forte contrasto tra il capello scuro e la pelle chiarissima, quindi ti puoi permettere di indossare colori che hanno un altro contrasto. Il maggiore alto contrasto che si trova nei colori è il bianco e il nero.

Io sono castana con pelle chiara, il mio è un basso contrasto. Se il decidessi di mettere un vestito con delle linee bianche e nere, la gente vedrebbe un vestito che cammina!

L’altra fase è capire il valore. Chi è mora ha un valore più scuro e si può permettere di scegliere colori scuri.

Se sbagli i colori il viso presenta discromie, vengono fuori le occhiaie. Puoi anche non avere trucco ma avere dei colori che ti valorizzano e il viso sembra più giovane.

Personalmente mi entusiasma sentir parlare di riorganizzazione del guardaroba, forse perché sono una di quelle che prima di uscire pensa di non avere nulla. Ci sveleresti qualche segreto utile per evitare questo stress prima di un’uscita.

E’ il cruccio di tutte le donne avere il guardaroba alla Carrie Bradshaw di Sex and the City. E’ chiaro che avendo un guardaroba non ben organizzato è difficile creare outfit.

Un guardaroba organizzato ti permette di risparmiare tempo: quando hai un guardaroba organizzato hai tutto a vista e quindi sai già dove a mettere le mani.

Un altro beneficio è quello di risparmiare soldi, perché un armadio ben organizzato ti permette di fare acquisti consapevoli, sai cosa ti manca e cosa hai. Diversamente rischi di comprare vestiti solo perché li avevi persi dentro al guardaroba, nascosti sotto pile e pile di abiti.

Un altro vantaggio è quello di non avere stress da prestazione.

Come funziona la riorganizzazione? Innanzitutto l’armadio deve essere completamente svuotato, infatti, solitamente, si fa stagione per stagione. Soprattutto se avete un armadio quattro stagioni, concentratevi sulla stagione che sta arrivando, in questo caso l’estate.

Tirato fuori tutto, occorre appoggiare e dividere per capi: tutti i jeans, tutti i pantaloni, tutte le camicie, tutte le giacche, ecc.

Dopo parte la fase di pulizia dell’armadio. A questo punto dobbiamo decidere come sistemarlo: se hai un armadio abbastanza grande, puoi impostarlo per occasioni d’uso (tempo libero, lavoro, uscite serali). In questo caso occorre dividere l’armadio in sezioni: a sinistra, ad esempio, metteremo gli outifit e tutto ciò che serve per il lavoro, nel mezzo il tempo libero e a destra le uscite serali.

Se non hai un armadio gigantesco, io ho un microscopico armadio a due ante dell’Ikea, occorre dividere per tipologia di capo. Da una parte tutte le t-shirt magari divise per colore, dalla più chiara alla più scura, dopo tutti i jeans, tutte le magliette, ecc.

Poiché il mio armadio è molto piccolo, utilizzo molto le scatole: in una ho messo tutte le borse piccole (quelle più grosse le ho messe sul piano sotto), in un’altra scatola ho messo l’abbigliamento per andare a fare sport e in un’altra ancora le cinture.

La suddivisione è personale, però, più si tende a essere organizzate all’interno dell’armadio, più è facile creare outfit. Un consiglio che posso darvi se siete sempre di fretta, è quello di legare le grucce legate tra di loro per creare già gli outfit e in un sacchettino di organza, magari, potete mettere anche gli orecchini con la collana.

anno sistemati anche i cassetti: quelli dell’intimo e anche le t-shirt. Io uso il metodo Marie Kondo che piega le t-shirt in verticale ed effettivamente hai tutto a vista. Il cervello preferisce vedere che ricordare: se vedi la maglietta la utilizzi.

Fatta la riorganizzazione dell’armadio puoi fare una lista di cosa ti manca, così quando vai a fare shopping, lo fai senza sprechi.

Quali sono i capi e gli accessori che non devono assolutamente mancare dal guardaroba di una donna?

Innanzitutto il classico tubino nero perché è un capo molto versatile, lo puoi mettere con una scarpa con il tacco o persino con le sneakers per un look casual.

Il secondo capo è la camicia bianca oversize, il bianco è un colore che puoi usare in diverse occasioni e con diversi abbinamenti, ad esempio con un pantalone a sigaretta, con una gonna dritta, con un paio di jeans.

Un altro capo indispensabile è il blazer o con una linea sartoriale e colori neutri per lavoro, o con colori accesi come il fucsia per il tempo libero. Un altro capo che tutte hanno è il jeans: si può portare con le sneakers o con tacco.

Come capospalla non può mancare il classico cappotto o piumino e il trench, ideale per i cambi stagione, soprattutto in un colore neutro, come il beige, così da poterlo mettere su tutto.

Per quanto riguarda gli accessori non possono mancare le décolleté con un po’ di tacco o nere o color nude. Tra l’altro il colore nude allunga la gamba, perché non crea lo stacco tra il piede e la scarpa.

Parlando di borse occorre sempre averne una piccola da sera, anche se non ci entra nulla e una shopping bag o una tracolla. Quella più famosa è la 2.55 inventata da Chanel (il numero riprende mese e anno di quando fu inventata: il 2 febbraio 1955).

Tra i servizi che offri anche quello di personal shopper: quali attività svolge nello specifico?

Il personal shopper, rispetto alla consulente di immagine, offre un servizio di consulenza ridotta, in quanto ti porta in giro per negozi. In base alle esigenze della cliente (guardaroba per lavoro, per uscire) e in base al budget, il personal shopper individua i negozi che rispettano queste esigenze e ti accompagna in un tour consapevole.

La figura del personal shopper non si può staccare dalla figura di consulente di immagine, poiché consiglia acquisti in grado di valorizzarti.

Cosa vorresti dire alle donne di domani?

Di volersi bene, è la cosa più bella che ci si possa augurare. Prendetevi del tempo per voi, coccolatevi, poiché se voi state bene, anche chi è accanto lo percepisce.

Se vi va di sentire l’intervista, vi invito a cliccare sul seguente link:

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