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Amici di “Donne con le gonne”, in questa intervista Elisabetta Villaggio ci descrive un personaggio molto noto, amatissimo da alcuni, criticato da altri: Marilyn Monroe.
Un ritratto in cui vengono raccontate le tappe che hanno segnato la vita di questa donna tanto fragile, quanto determinata, come sia riuscita a diventare “Marylin” e perché la sua fama è riuscita a sopravvivere al trascorrere del tempo.

Elisabetta ci ha descritto l’infanzia della giovane “Norma”, in arte “Marilyn”, un’infanzia tutt’altro che felice: non conosceva il padre, nella sua famiglia sia la mamma che la nonna avevano avuto dei disturbi psichiatrici e sin da piccola era passata da una famiglia affidataria all’altra.

Nonostante tutto le remasse contro, aveva una voglia incredibile di affermarsi, che l’ha spinta a diventare quello che oggi è un mito conosciuto ovunque e da ogni generazione.

Ha fatto tutto da sola, non conosceva nessuno nel mondo del cinema ed è riuscita a farsi strada. Credeva nell’amore e quando il primo matrimonio le cominciava a stare stretto, ha lasciato il marito.

Si è imposta con grande forza d’animo ed è riuscita a farlo perché ha creduto in se stessa.

Probabilmente se non ci fossero stati di mezzo i Kennedy, sarebbe ancora viva e quella dolce ragazza bionda, oggi avrebbe gli stessi anni della Regina Elisabetta! Quando questi personaggi si sono intrecciati sul suo cammino, infatti, lei era già famosa e dunque non possiamo certo dire che abbiamo contribuito alla sua fama, anzi!

Una donna fragile emotivamente, con gravi mancanze affettive, che pagava lo scotto di quello che le era successo da piccola (non dimentichiamo le svariate dipendenze), ma che ha puntato dritto l’obiettivo e lo ha raggiunto.

Vi lascio anche i titoli di cui Elisabetta è autrice: “Marilyn: un intrigo dietro la morte” e la sceneggiatura “Marilyn, gli ultimi giorni”.

Come sempre vi invito a condividere l’intervista sui social e a lasciare il vostro commento se vi va.

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