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Lilith Primavera – © Azzurra Primavera

Cari amici di “Donne con le gonne” oggi abbiamo con noi una performer e un’attivista LGBTQI, lei è Lilith Primavera.

Lilith Primavera, da dove nasce questo nome?

Lilith è il nome che mi ha dato mia madre ed era quello con il quale mi chiamava quando mi aspettava nel pancione. Parliamo degli inizi degli anni 80 ed era un nome che andava di moda tra le femministe perché racconta di questa donna, di un demone, un’energia che scardina quello che ci si aspetta. Poi ho rilevato il nome a 18 anni, quando ho deciso di vivere la mia vita con più determinazione.

Nel tuo curriculum diverse le esperienze e le collaborazioni che hai alle spalle: sei stata musa ispiratrice dello scultore Mimmo Pesce, sei una cantante, un’attrice e una presentatrice. Tra tutte c’è un’esperienza che ti è rimasta particolarmente nel cuore, una di quelle che ti ha segnato, che ti ha plasmato sino a farti essere chi sei oggi?

Sicuramente l’incontro con Mimmo Pesce è stato molto importante perché ero appena andata via di casa e stavo cercando me stessa. Lui mi ha introdotto all’arte, alla bellezza e alla ricerca artistica. Mi ha spronata tanto, è stato un mentore importantissimo per me. Poi negli anni ho fatto tante belle esperienze. Non posso che ricordare con piacere il Red Carpet di due anni fa alla festa del cinema di Roma. E’ stato il mio primo Red Carpet, grazie a “Linfa”, il film di Carlotta Cerquetti, che racconta la scena femminile underground Romana, un’esperienza pazzesca.

In qualche modo anche quello è stato un sogno che si è realizzato. Un’atmosfera magica, vedersi sul grande schermo con donne favolose, wow! Il Red Carpet è anche divertente, devi pensare tanto per trovare la mise giusta. Mi sono divertita parecchio con il mio costumista!

Parlando di musica: a febbraio è uscito “Goodbye My Lover”, il 14 sempre a febbraio “Taboo” e l’8 marzo “Molto”. Si tratta di tre brani che andranno a creare un cortometraggio. Come si sviluppa il progetto?

Sono 3 singoli usciti a “schiaffo”, tutti insieme, cavalcando l’onda della mia partecipazione a Sanremo, all’Attico Monina.

Ero ospite di Michele Monina, ho fatto le sigle con con le mie canzoni, ho proposto subito questi miei tre pezzi prodotti da Giovanni La Tosa. Poi parlando con una mia amica regista che voleva tanto realizzare un videoclip per me, ci siamo fatte prendere dall’entusiasmo e invece di un videoclip, abbiamo realizzato una trilogia di videoclip, che insieme formano un racconto, una sorta di cortometraggio. Sono tutti visibili sul mio canale YouTube “Lilith Primavera”.

Ho scritto questa storia insieme alla registra Cristina Ducci e racconta di una giovane donna che attraverso un’app partecipa a degli incontri. Questo genera delle emozioni contrastanti. Il Primo videoclip esplora una parte di questa protagonista femminile, nel secondo un’altra, nel terzo un’altra ancora. Molte si rivedranno, perché di base è una storia d’amore. A me piace parlare d’amore, mi piace viverlo, mi piace fare l’amore e ci sono periodi in cui parlare d’amore poi fa più bene che in altri. Adesso fa benissimo parlare d’amore, quindi sono più attuali che mai.

Il terzo videoclip “Molto” è uscito l’8 marzo. L’ho voluto dedicare a tutte le compagne con cui condivido la lotta femminista. Soprattutto adesso è più che mai importante rimanere unite, dimostrare sorellanza. Domenica scorsa c’è stato un evento che ho voluto fortemente, che ha coinvolto tante realtà e che abbiamo dedicato a una donna trans, che si chiama Ornella Serpa, morta parecchi anni fa da sola, dopo aver vissuto una vita di lotte femministe importanti.

Questo per dire che anche io, essendo nata maschio, trovo importante lottare come ha fatto Ornella e come quotidianamente facciamo noi donne in tanti modi. Così l’8 marzo è uscito questo pezzo che ho dedicato a tutte le mie compagne di rivoluzione, di lotta e di festa, perché comunque sia se non ballo non è la mia rivoluzione!

Come dicevamo all’inizio sei anche un’attivista LGBTQI. Non tutti sanno cosa indica questa sigla, io stessa sono andata a documentarmi. Ci diresti cosa rappresenta e come espliciti il tuo impegno nel sostenere questa comunità?

La sigla è L G B T Q I e ci mettiamo anche una bella A e un +: “L” come lesbiche, “G” come gay, “B” come bisessuali, “T” come trans, “Q” come queer, “I” come intersex, “A” come asessuali e poi ci mettiamo il “+” perché si possono includere tante altre realtà e individualità con sigle non ancora affermate. E’ un arcobaleno di individualità che si ritrovano insieme per affermare le differenze di ognuna, che sono poi la forza di tutte.

Domenica scorsa c’è stato sul gruppo UDKD, un “discretissimo karaoke domenicale” , un carro virtuale che ha visto tantissime ospiti partecipare, special guest e tutte le amicizie che nel corso degli anni hanno partecipato a questo karaoke, in cui l’importante non è prendere la nota, ma l’emozione.

Domenica non ci siamo volute privare di festeggiare tutte insieme e lo abbiamo fatto con questo carro virtuale. Abbiamo caricato su questo gruppo tutte le video performance cantando o performando. C’era Eva Robins, c’era H.E.R. la cantautrice violinista che ha fatto una canzone contro il razzismo “Il mondo non cambia mai” , c’era Eleonora Magnifico, madrina di svariate parate pride nella regione Puglia, Silvia Calderoli, le ragazze di “Lucha y siesta”, Giuditta Sin, Imma Battaglia, anche la senatrice Valeria Fedeli è stata con noi e si è messa in gioco.

Curiosando sul tuo profilo mi sono imbattuta su UDKD, ho visto il video di domenica, la sigla corale in cui cantate tutti insieme “Non sono una signora” e mi è piaciuto tantissimo. Come nasce UDKD?

Sono iniziative super aperte che abbiamo fatto in vari circoli ARCI su Roma, tutte le domeniche ma anche a Bologna. Siamo state anche al festival Sant’Aracangelo con questo format, perché è un format. E’ un karaoke che vuole essere anche un po’ uno spettacolo, perché si può uscire dalla propria zona di confort, si può giocare, ci si mette in gioco, sapendo che nessuno starà lì a guardare se hai preso la nota, l’importante è sfogarsi e divertirsi, stare insieme, magari conoscere qualche persona dal vivo. Quanto c’è mancata questa roba quando c’è stato il lockdown e così abbiamo deciso di aprire questo gruppo su Facebook e di metterci lì comunque, tutte le domeniche, postando dei video fatti con tutta la calma del caso, dato che di tempo ne abbiamo avuto e sono uscite fuori delle cose belle veramente. Non me l’aspettavo, poi piano piano nel corso delle settimane stavi lì, imparavi piccoli trick per fare un video che ti rappresentasse sempre di più.

Ogni settimana lanciavamo una categoria, come nelle migliori tradizioni delle House newyorkese di fine anni Ottanta che ci racconta “Pose”, la serie tv che consiglio, interpretata da donne trans, una roba scardinante. In Italia fatichiamo ancora ad essere rappresentate da noi stesse. Queste comunità si ritrovavano tutte insieme per ballare il voguing e c’erano dei temi, “And the category is” e ogni volta era diversa.

Così abbiamo mutuato questa cosa e ogni domenica c’era una categoria che ci ispirava. Poteva essere tema hippy, futuro e ognuna poteva giocare truccandosi, vestendosi, creando delle robe con il montaggio.

Progetti per il futuro?

Intanto mettere insieme l’esperienza appena trascorsa di questo carro virtuale per poterla comunicare a quante più persone possibili e non lasciarla frazionata, perché il pride si può fare anche in situazioni di emergenza. Poi sto scrivendo e in autunno uscirà il mio album con le nuove canzoni. Spero che apprezziate quello che trovate già su Spotify e YouTube e che vogliate seguirmi in questa avventura canora.

Cosa vuoi dire alle donne di domani?

Di seguire i propri sogni, di approfondire le proprie skill, le proprie passioni e di essere pronte a cavalcare il drago quando lo raggiungeranno!

Se vi va di sentire l’intervista, vi invito a cliccare sul seguente link:


DI seguito il primo video della trilogia dei tre videoclip usciti a inizio 2020:

E di seguito l’emozionate video corale realizzato all’interno del format UDKD, un discretissimo karaoke domenicale:

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