fbpx

Nell’ultimo “Giovedì Letterario” di Donne con le Gonne abbiamo incontrato la scrittrice e poetessa Dacia Maraini che da sempre ha avuto a cuore i diritti delle donne e per essi si è spesa e battuta.

Una vita piena la sua, ricca di esperienze che ne hanno permeato il modo di pensare, che le hanno consentito di avere una visione d’insieme che valica il qui e ora, consentendole di analizzare la questione femminile sotto diversi punti di vista.

Insieme a Dacia e alla nostra Gisella Blanco, abbiamo affrontato diversi argomenti e tirato fuori numerosi spunti di riflessione: abbiamo parlato del concetto di inadeguatezza, della solidarietà femminile, del femminicidio e di come la convinzione che ci spinge a considerare qualcosa come “adatto all’uomo o alla donna” sia un fatto culturale che pertanto può essere scardinato.

A seguire vi lascio degli estratti, mentre per la videointervista completa basterà cliccare al link di seguito:

Con la prima domanda abbiamo approfondito quello che è il senso di inadeguatezza che caratterizza un po’ tutto il genere femminile delle generazioni siano esse passate, che presenti.

Il senso di inadeguatezza è un fatto storico e culturale. Per millenni alle donne è stato detto di non esser capaci, di non avere cervello o capacità creative. Sono state escluse da tutte le decisioni, persino la Chiesa le ha escluse e ancora oggi, se ci pensiamo, nella Chiesa non hanno un posto decisionale.

A forza di sentirsi dire che erano incapaci, le donne hanno introiettato questo senso di inadeguatezza. In questa situazione alcune si adeguano e basta, altre si adeguano, ma cercano, tentano di modificare il sistema, sebbene non sia facile.

In generale il senso di inadeguatezza lo abbiamo un po’ tutte perché veniamo da una storia di esclusione, poi però c’è chi sente di avere un talento, una vocazione e cerca di creare qualcosa di vivo e riconoscibile.

Parliamo di femminicidio, reato che ha assunto un nomen specifico, in grado di scuotere le nostre coscienze. Ci spaventa e allarma soprattutto per l’assenza di una rete di solidarietà proprio tra le donne stesse.

Il femminicidio nasce dal momento in cui le donne hanno cominciato ad essere libere. Il meccanismo è sempre uguale: c’è una coppia, si sono amati, magari hanno fatto dei figli e ad un certo punto lui diventa geloso, sente che lei gli sfugge, sente che la sua donna vuol essere autonoma. Alla fine lei decide di andar via e lui entra in uno stato di crisi profonda che lo trasforma in un assassino.

Perché questo avviene? Tutto viene dalla cultura. L’uomo che identifica la propria virilità con il possesso della donna che dice di amare, nel momento in cui si sente rifiutato diventa folle, preferisce ucciderla, invece di lasciarla andare rispettando la sua libertà.

Durante la segregazione in Giappone, suo padre Fosco fa un grande gesto di coraggio: per alleviare dalla barbarie di cui la sua famiglia era vittima, si taglia un dito e lo getta ai giapponesi per farsi riconoscere come soggetto degno di rispetto. Siamo davanti a un uomo che si sacrifica profondamente, cosa pensa del ruolo che gli uomini hanno nel femminismo?

Dipende dagli uomini, non c’è una categoria sessuale. Mio padre era un uomo di cultura che rispettava la donne, ci sono poi uomini che pensano che le donne debbano stare in una condizione di inferiorità. Dipende dagli esempi che hanno avuto in famiglia: se hanno modelli in cui manca il rispetto verso le donne, spesso i figli ripetono gli atteggiamenti dei padri.

Parliamo delle poesie delle donne. Spesso ci troviamo davanti a opinioni severe verso quella che è la capacità di scrivere una poesia filosofica e militante da parte delle donne. Che ruolo può assumere la poesia all’interno del femminismo e, inoltre, è possibile fare delle proposte o addirittura proteste ideologiche, antropologiche e sociali attraverso la parola poetica?

La parola poetica è essenziale, prima di tutto per mantenere una purezza del linguaggio, secondo perché, come la musica, arriva immediatamente, è molto vicina alla musica. Comunica facilmente e comunica delle emozioni etiche ed estetiche, la poesia riesce a dire delle cose che a voce diversamente non si riusciremmo a dire, pensa a Dante e a quello che ha detto. Certe frasi di Dante ancora oggi si ripetono perché eleganti, raffinate e di grande forza incisiva. La poesia è uno strumento essenziale per comunicare, ha la musica dentro le parole, è potente di suo, questa è la forza della poesia. La poesia è unica, grande e ci aiuta a pensare, riflettere, dare corpo ai nostri sogni. La poesia è assolutamente necessaria.

Share This