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Nel “Giovedì Letterario” di “Donne con le Gonne” Gisella Blanco ci racconta la poetessa Alda Merini.

Nata nel 1931, Alda inizia presto a coltivare la passione per la poesia e altrettanto presto si sposa con un uomo che purtroppo non capisce né la sua poesia, né la sua malattia.

Ad appena sedici anni le viene diagnosticato un disturbo bipolare che la porterà a conoscere la solitudine e le assurde condizioni in cui versavano i manicomi, luoghi non di cura, ma di abbandono.

Questa esperienza, però, segna profondamente la sua poetica: dopo l’internamento, Alda scrive la sua silloge più famosa, La terra santa.

Poco dopo, però, muore il marito e Alda risprofonda nella solitudine, abbandonata e messa in disparte dalla critica letteraria.

Nell”84 sposa Michele Pierri, medico e scrittore che in un periodo difficile per Alda, ne apprezza l’opera. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, Alda riuscirà a conquistare oltre che una certa serenità, anche notorietà.

Nel giorno della sua morte, avvenuta in ospedale nel 2009, Alda non fu lasciata sola: un gruppo di artisti milanesi ha accompagnato l’uscita di scena della poetessa.

Sebbene fu l’amore il nodo centrale della sua poesia, qui parliamo di Alda che mischia erotismo a sacralità e che non può discernere la carne dall’anima, il coito dall’introspezione, la lussuria dal romanticismo, la salvezza dalla dannazione.

Vi lasciamo alcune poesie che speriamo possano darvi utili spunti di riflessione, oltre a farvi comprendere meglio chi era Alda Merini.

“Io pregavo da bambina, ero sempre in chiesa, sentivo sette, otto, dieci messe al giorno, mi piaceva, però non ci vado più dai tempi del manicomio. Ho trovato una tale falsità nella Chiesa allora, in manicomio vedevo le ragazze che venivano stuprate e dicevano di loro che erano matte. Stuprate anche dai preti, allora mi sono incazzata davvero. L’ho visto accadere ad altri, non è una mia esperienza. La Chiesa è dura con le donne, da sempre.”

“Non lo so se credo in Dio, credo in qualcosa che… credo in un Dio crudele che mi ha creato, non è essere cattolici questo? Perché, Dio non è così? Tutti abbiamo un Dio, un idoletto, ma proprio il Dio specifico che ha creato montagne, fiumi e foreste lo si immagina solo… con la barba, vecchio, un po’ cattivo, un Dio crudele che ha creato persone deformi, senza fortuna. Credo nella crudeltà di Dio. Non penso siano idee blasfeme”.

Questo è solo un assaggio, troverete molto altro nel video.

Buona visione!

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